
Il Regalo Inatteso: Sara e Marco.
"If children live with encouragement, they learn confidence. - Se i bambini vivono con l'incoraggiamento, imparano la sicurezza di sé." - Dorothy Law Nolte *
Sara soffiò piano l'aria, espirando dalle labbra, facendo rotolare una matita rossa tra le dita
"Un’altra frase da correggere."
Sottolineò con cura un errore di ortografia, poi aggiunse un piccolo appunto a margine con la sua calligrafia ordinata.
Sul tavolo, i compiti dei suoi studenti formavano una pila ancora alta e accanto, la matita blu attendeva di entrare in gioco per evidenziare le parti migliori.
Era il solito rito preserale:
"Correggere, annotare, incoraggiare."
Eppure, la sua mente continuava a vagare altrove, a quella sera. Un sentimento leggero, come una promessa nell’aria.
Quando il campanello suonò, la riportò alla realtà.
Si tolse gli occhiali e si alzò. Una piccola pausa di distrazione. Forse era proprio quello che desiderava.
Aprì la porta e il corriere le porse un pacchetto con un sorriso gentile.
Non aspettava nessuna consegna.
Lo prese tra le mani con un senso di emozione inspiegabile, con un lieve sorriso.
Per un istante, lo tenne fermo, saggiandone il peso.
Era leggero, non ne intuiva il contenuto. Non era solo un pacco. Era un messaggio, un pensiero che aveva viaggiato fino a lei. Chiuse la porta dietro di sé, accarezzando la confezione con le dita, cercando di indovinare il significato.
Tornò dentro, fece spazio sul tavolo tra i compiti e le sue matite colorate.
La carta liscia, naturale, era priva di plastica, avvolta da un nastro carta color avana, solo materiali scelti con cura.
Era diverso, come se chi lo aveva preparato avesse messo dentro qualcosa di più del semplice contenuto: attenzione, dedizione, rispetto.
Decise di prendere il tagliacarte e allentò il nastro con calma, facendo emergere una velina fucsia.
Vederla la fece stupire, come a sentirne il fruscio. C’era qualcosa di quasi magico nel modo in cui avvolgeva il regalo, come un sipario che stava per svelare la scena.
C'erano adesivi colorati che descrivevano il contenuto. Scelse di non leggerli.
Decise di non strappare la sottile carta. Strappare era un gesto troppo frettoloso. Sollevò i lembi con cura e sentì il cuore accelerare.
E poi, ecco le parole, dipinte nel marmo, all'interno di una cornice, vivace.
"Ti dedico le parole
di Alda Merini
per te che sei unica.
Non cercate
di prendere i poeti
perché vi scapperanno
tra le dita.
A Sara da Marco 14/02/2025
Le dita sfiorarono il materiale, sentendo la qualità, la lavorazione artigianale. Era speciale. Non solo bello, ma vero, autentico. Un complemento d’arredo unico, creato su misura per lei.
Si alzò e lo portò fino alle labbra, come a dare un piccolo bacio.
Era da parte di Marco. Suo fratello.
Sara si morse il labbro, sorpresa dall’emozione che la colse all’improvviso. Marco non era mai stato uno da regali.
Troppo impegnato, troppo razionale. Lui, ingegnere sempre in movimento tra progetti e riunioni. Molti incarichi, sfide diverse, tante città in cui muoversi e nuove persone da incontrare.
Lei, insegnante di lettere, ferma in un ruolo, immersa tra temi da correggere, libri da leggere, giovani menti da cercare di ispirare, genitori distratti o troppo presenti da incontrare. Come passatempo le poesie tanto amate, da leggere e da scrivere in segreto.
Eppure, aveva pensato a lei.
Scattò una foto e la inviò con una sola parola:
"Meraviglioso."
Il telefono vibrò. Un messaggio. La risposta arrivò quasi subito.
"L’hai ricevuto? Spero ti piaccia."
Altri due messaggi, in sequenza.
"Ti rappresenta. L’ho scelto. Ho chiesto di farlo a mano per te. Appena l’ho visto in anteprima, ho pensato fosse proprio tuo."
"Ti voglio bene, Sà."
Sara rimase un attimo a guardare lo schermo del cellulare. Poi sollevò lo sguardo verso il regalo. Sì, era vero. Era qualcosa che parlava di lei e di lui. Eterno come il legame familiare che li unisce.
Marco che sa sempre dove è lei.
Sara, seduta tra una cattedra in classe e la scrivania a casa. Sempre a correggere i compiti o preparare lezioni per i suoi studenti, persino nelle pause, con la sua matita rossa e la matita blu sempre tra le dita.
Marco che qualche settimana prima, mentre erano al telefono, l'aveva sentita sospirare:
"A volte mi sembra di non far mai abbastanza … voglio che ogni errore sia un’occasione per crescere, non voglio dargli un motivo per sentirsi sbagliati. Vivo per loro."
Quelle parole gli erano rimaste impresse. Sapeva quanto amore metteva nel suo lavoro, quanto teneva ai suoi studenti e faceva in modo che si sentissero adeguati. Con quanta dedizione lei si impegnava, per poi lasciarli andare. E l'anno successivo ricominciare. Una nuova classe. E lui sempre via, con le foto di paesaggi così lontani da lei e senza poter condividere anche solo un caffè.
Lei invece era orgogliosa del lavoro di Marco. Il suo fratellone con una carriera e la visibilità internazionale. Che ha pensato lei meritasse qualcosa di unico. Qualcosa che parlasse di lei, del suo impegno, della sua passione. Un'opera artistica che, ogni volta fosse rientrata a casa stanca dopo una giornata faticosa in classe, le ricordasse quanto fosse speciale per lui, sua sorella e il suo lavoro.
Posizionò la formella di marmo dipinta, inizialmente come fermacarte su compiti appena corretti.
Poi la spostò fino al centro della scrivania e la posizionò al suo posto.
"Perfetta!"
Un sorriso le sfiorò le labbra. Non era un semplice complemento d’arredo. Era dipinto su misura per la sua storia e già faceva parte della sua casa.
Si concentrò di nuovo, riprese in mano la matita rossa e il primo compito della pila. Ma stavolta, la posò: con la matita in blu, invece di un segno di correzione, Sara disegna ai margini una faccina con un sorriso. Le parole delicate scelte da suo fratello, davanti agli occhi di Sara, sussurrano di cura, di affetto, di un tempo dedicato a rendere speciale quel momento per lei.
E mentre il sole calava oltre la finestra, capì che quel regalo non era solo un oggetto. Era un pensiero che sarebbe rimasto, giorno dopo giorno, a parlarle di chi aveva scelto per lei qualcosa di speciale.
In quel finire di giornata, tutto era molto, molto più bello.
Mi chiamo Simona mi piace scrivere per diletto come passatempo. Di professione, sono artigiana e designer, e sono specializzata nell'arredamento personalizzato. Dal 2007, con il mio marchio LOVEDOORMAT, mi occupo di creare Decor Arredi Personalizzati su Misura per case e aziende. La mia passione per il design e l'artigianato mi ha spinto a dedicarmi completamente a questo settore e oggi sono orgogliosa di offrire prodotti unici, realizzati a mano con attenzione ai dettagli e qualità.
Se desideri acquistare un dono memorabile da regalare alla persona speciale per te, sarò felice di aiutarti! Il mio obiettivo è che si esclami "Ohh!" quando si apre ogni pacco LOVEDOORMAT.
*Dorothy Law Nolte, nacque il 25 gennaio 1924 a Eldora, USA e morì il 6 gennaio 2005 a Laguna Beach, USA. Fu una scrittrice, celebre per il suo scritto Children Learn What They Live, che ha ispirato moltissimi educatori, psicologi e genitori, sulle dinamiche familiari e sul modo in cui l'ambiente influisce sul comportamento e lo sviluppo dei bambini.
Spigolatura Curiosa. Lo sapevi? Nel 19° secolo, il regalo non era semplicemente un atto di cortesia, ma un vero e proprio rituale di comunicazione silenziosa. A volte, i regali più semplici avevano un grande significato. Nel Regno Unito vittoriano, l'arte del dono non si limitava al valore materiale, ma portava con sé un messaggio profondo. I fazzoletti ricamati, pur nella loro semplicità, trasmettevano affetto e intimità senza bisogno di parole, oltre a possedere un’utilità pratica. Un ricamo di rose poteva simboleggiare amore, mentre i motivi floreali di violette esprimevano ammirazione; una civetta ricamata, infine, rinforzava legami sociali legati alla saggezza e al rispetto.